Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare.(Papa Giovanni XXIII)
Questo non è il tempo per la distrazione, ma al contrario per rimanere vigili e risvegliare in noi la capacità di guardare all’essenziale. E’ il tempo per la Chiesa di ritrovare il senso della missione che il Signore le ha affidato il giorno di Pasqua: essere segno e strumento della misericordia del Padre.(Papa Francesco)
Non abbandonatevi alla disperazione. Siamo il popolo della Pasqua, e Alleluia è la nostra canzone.(Papa Giovanni Paolo II)
L’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione.(Bertrand Russel)
La famiglia è fonte delle fortune e sfortune dei popoli.(Martin Lutero)
NEWS DEL GRAZIANI
Ci sono notizie che non dovrebbero mai esistere. La morte di una bambina di due anni e mezzo appartiene a queste. Quando se ne va una persona anziana, per quanto il dolore sia grande, percepiamo che una vita ha compiuto il suo cammino. Ma quando muore una bambina così piccola tutto sembra spezzarsi: i progetti dei genitori, i sogni dei nonni, le attese di una comunità. Ci sentiamo quasi traditi da quella promessa di futuro che ogni bambino porta con sé.
In questi giorni penso ad Anna Vazzoler, la bambina di due anni e mezzo coinvolta nell’incidente avvenuto in via Aldo Moro mercoledì 9 settembre a Bassano del Grappa, poco prima delle 9 del mattino, e deceduta, in seguito alle gravissime ferite riportate, venerdì della scorsa settimana. Penso alla sua famiglia, a chi le voleva bene. E penso anche ai tanti bambini dai 0 agli 11 anni che incontro ogni mattina nella mia scuola dell’Istituto Vescovile “Antonio Graziani” proprio a Bassano del Grappa: sotto lo stesso tetto educativo ci sono i bambini del nido, alcuni di pochi mesi, alcuni di pochissimi anni, come Anna. Li vedo arrivare tra le braccia dei genitori, fragili e meravigliosi. Ogni volta ricordano quanto la vita sia dono puro, affidato alle nostre cure.
Di fronte alla morte di un bambino siamo tentati di chiedere: “Perché?”. È una domanda che attraversa tutta la Bibbia. Eppure il Vangelo non ci consegna una spiegazione. Gesù non offre teorie sul dolore innocente. Fa qualcosa di molto più umano e più divino insieme: si commuove.
Davanti alla tomba dell’amico Lazzaro, vedendo il pianto di Marta e Maria, Gesù “si commosse profondamente” e poi, con una semplicità disarmante, “scoppiò in pianto” (Gv 11,33-35). È forse una delle pagine più consolanti del Vangelo. Dio non guarda il dolore da lontano. Dio piange con chi piange. Questo significa che anche oggi, davanti alla morte di una bambina, Cristo non è indifferente. Non è il Dio freddo delle spiegazioni facili. È il Dio delle lacrime condivise. È il Dio che si lascia ferire dall’amore. Gesù, inoltre, mostra una tenerezza particolare verso i piccoli: «Lasciate che i bambini vengano a me» (Mc 10,14). Non li considera marginali o insignificanti. Li pone al centro del Regno. Nei bambini vede un riflesso della fiducia e della purezza che aprono il cuore a Dio.
Per questo la morte di un innocente ci ferisce così profondamente: sentiamo che viene toccato qualcosa di sacro. Ogni bambino è una promessa, un frammento di speranza affidato al mondo. Quando quella promessa sembra interrompersi, restiamo senza parole.
E forse proprio il silenzio è la risposta più onesta. Un silenzio abitato dalla preghiera. Un silenzio che non pretende di capire tutto, ma che continua ad affidare.
Come educatori, insegnanti e genitori davanti a una tragedia come questa possiamo fare una sola cosa: custodire ancora di più la vita che ci è affidata. Guardare i nostri bambini con maggiore gratitudine. Accorgerci che nessun abbraccio è scontato, che nessun saluto del mattino è banale.
Anna ci lascia senza parole. Ma forse il suo breve passaggio tra noi ci ricorda una verità essenziale: la vita non si misura dalla durata, ma dall’amore che riesce a generare. E una bambina può insegnarlo a un’intera comunità.
Oggi il nostro pensiero va alla sua famiglia. E la nostra fede ci porta a immaginare ciò che il Vangelo suggerisce con dolcezza: che quelle piccole mani sono accolte nelle mani di Dio, e che il Cristo che pianse davanti alla tomba dell’amico è lo stesso che oggi abbraccia questa bambina e consola chi resta.
Perché il Signore non sempre ci spiega il dolore. Ma non smette mai di condividerlo con noi.
Prof. Sandro Pozza
Martedì 6 ottobre gli alunni della nostra scuola primaria, accompagnati dai loro insegnanti, si recheranno a San Romedio, in Val di Non in Trentino.
Situato in questa valle incantata del Trentino, il Santuario di San Romedio è considerato uno dei più affascinanti e suggestivi eremi d’Europa. Dedicato a San Romedio, un nobile trentino che nel Trecento decise di rinunciare ai suoi beni per abbracciare una vita di povertà e preghiera in totale armonia con la natura, il santuario offre un’esperienza unica, ricca di spiritualità, storia e leggende. Uno degli elementi più curiosi legati alla figura del santo è la sua singolare amicizia con un orso, che ancora oggi vive in un recinto presso il santuario, mantenendo viva la tradizione e la memoria di questo legame straordinario.
Perché la scelta di questo luogo? Custodi del Santuario sono quattro frati minori conventuali, seguaci di San Francesco d’Assisi: quest’anno il 4 Ottobre ritorna ad essere Festa Nazionale (San Francesco è patrono d’Italia): ci andiamo il 6 a pochi giorni… E, poi, siamo anche nel cuore del grande Giubileo del mondo francescano (dal 10 Gennaio 2026 al 10 Gennaio 2027) che ricorda gli 800 anni dalla salita in Cielo del poverello di Assisi.
Auguriamo ai nostri alunni e alunne e ai/lle loro insegnanti di vivere un’esperienza umana e spirituale di arricchimento nei valori che sono a fondamento di una vita autenticamente cristiana.
Prof. Sandro Pozza
Nell’ambito delle attività di educazione motoria, i nostri alunni e alunne di classe 3 della scuola primaria, nei mesi di ottobre e novembre, parteciperanno a un ciclo di attività natatoria presso la piscina comunale Aquapolis Bassano del Grappa.
Riteniamo che il nuoto, come lo sport in genere, sia una palestra e scuola di vita in cui innanzitutto conoscere se stessi, nelle proprie potenzialità e limiti, e, poi, imparare a condividere con altri attività in cui è richiesto rispetto delle regole, degli altri e dell’ambiente.
Auguriamo ai nostri ragazzi e ragazze di vivere un’esperienza che li aiuti a crescere nel corpo e nello spirito.
Prof. Sandro Pozza